Terzo episodio

Qualcuno spera, altri già amano... 

Jennifer è ancora seduta ad un tavolino dell'Insomnia, non riesce a staccare gli occhi da quella donna con aria misteriosa, desidererebbe tanto avvicinarsi a lei, ma preferisce allontanarsi dal locale per visitare un po' la città. 
-Beh è meglio uscire da qui e andare un po' in giro, ma...il problema fondamentale è che non conosco nessuno che mi possa fare da guida,  in una grande città come Los Angeles potrei rischiare di perdermi. E' meglio se per questo pomeriggio visiti solo il luogo vicino all'Università.-
La ragazza torna a casa per l'ora di cena e inizia così a disfare la moltitudine di bagagli che si era portata con sè.

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Un ufficio tutto nuovo, solo per lei...
Melody si guardò attorno facendo ancora fatica a credere alla fortuna che le era capitata. Quel lavoro era come una manna dal Cielo.

Ne aveva un disperato bisogno. Voleva tornare a lavorare, a usare il suo talento. Perché lei aveva talento. Non era solo un bel faccino. Aveva anche un cervello, e lo sapeva usare.
Peccato essersi scontrata con Thorne. Ma pazienza, la cosa più importante era concentrarsi subito sui suoi nuovi compiti, che si preannunciavano impegnativi. Creare una nuova immagine per la Forrester e occuparsi della campagna pubblicitaria della linea Ambrosia. Non erano certo dei compiti di tutto riposo!...
Sulla scrivania trovò delle cartelline con i dati di vendita, e le direttive di mercato. La linea Ambrosia era chiaramente diretta ad un pubblico molto giovane. Un bel cambiamento di rotta per la Forrester.
Ma forse era possibile usare questo cambiamento a proprio favore. Era completamente concentrata sulla lettura di quei documenti, e ogni  tanto prendeva appunti su un notes, come d'abitudine. In quel modo si creava man mano una scaletta delle cose importanti da fare. Non si accorse quindi che dalla porta dell'ufficio, rimasta aperta  per metà, qualcuno la stava osservando con insistenza, e quasi senza credere a ciò che vedeva.
Whip era fermo sulla soglia, e in silenzio osservava la figura di giovane donna tutta intenta a confrontare cifre e scrivere appunti. Non era possibile! Era proprio lei?...
Erano passati molti anni, e forse gli occhi gli stavano giocando un brutto scherzo. Ma la somiglianza era fortissima. Non aveva mai dimenticato quel particolare colore di capelli. Non lo aveva mai più visto in nessun'altra donna.
Si mosse ed entrò nell'ufficio.
«Amanda! Sei davvero tu?!» esclamò.
Melody sobbalzò.
Da troppi anni non aveva più sentito pronunciare quel nome. Senza volerlo, impallidì.
Guardò l'uomo che la fronteggiava, spavaldo. Quegli occhi. Lo riconobbe subito. Ma riuscì in qualche modo a riguadagnare il proprio self-control.
«Amanda?»
indossò un sorriso innocente e allegro, ben lontano dallo stato d'animo che provava realmente. «Mi dispiace, lei mi ha scambiato per qualcun altro.»
Whip parve disorientato per un attimo. No, non *poteva* essere Amanda Ferguson. Questa donna aveva un modo di fare completamente differente dalla timida e impacciata Amanda.
Melody lo guardò con aria interrogativa. Whip si riscosse.
«Mi scusi.» Le tese la mano. «Sono Whipple Jones III, anche se quasi tutti mi chiamano Whip! » Sorrise, nel suo solito modo, affascinante.
Melody trattenne per un secondo il respiro. Poi accentuando il  sorriso e usando un tono di voce professionale si presentò a sua volta, stringendo la mano che lui le porgeva. «Molto piacere. Io sono un nuovo acquisto della Forrester. Mi chiamo Melody McFarren.  Sono la responsabile del reparto pubblicitario.»
«Ah, sì!!» annuì Whip. «Avevo sentito dire che avremmo avuto qualche novità nel reparto pubblicità. Beh, benvenuta a bordo...Melody!»
«Grazie. Oggi è il mio primo giorno di lavoro e quindi devo darmi da fare il doppio! Devo prendere confidenza con tutto quello che riguarda la Forrester e la linea Ambrosia.» Concluse la frase con una leggera risatina, fingendo imbarazzo, e sbattendo le ciglia con fare civettuolo.
Whip sollevò un sopracciglio. Come aveva potuto scambiare questa Melody per Amanda?... si chiedeva.
«Sono certo che riuscirà a cavarsela benissimo. E comunque, se le servisse qualche informazione, non esiti a farmelo sapere. Sarò lieto di darle una mano!» Whip tornò verso la porta, e Melody lo accompagnò, continuando a sorridere.
«Oh, davvero?!... Gliene sarei *infinitamente* grata!» disse.
«Davvero! Nessun problema.» la salutò Whip, accompagnando le parole con un cenno della mano, prima di allontanarsi nel corridoio.
Melody chiuse la porta, e vi si appoggiò contro. Finalmente se ne era andato. Non era sicura che sarebbe riuscita a resistere un solo  minuto di più a quello sguardo indagatore che sembrava volerle leggere dentro. Le tremavano leggermente le mani, e il cuore batteva come impazzito. Whip si ricordava ancora di lei?...
Ma non poteva permettere che lui ricollegasse i fili e trovasse che COSA legava Melody McFarren a Amanda Ferguson.
Con un brivido pensò ad Albert. Non avrebbe mai permesso che la sua vita fosse sconvolta da Whip.  No, il passato era morto. E anche Amanda era morta. Whip non sapeva nulla di Albert. E doveva continuare ad ignorare ogni cosa.
Tornò alla sua scrivania, con passo malfermo. Era ancora agitata, e non era più tanto convinta che quel lavoro alla Forrester fosse stata una cosa positiva. Sospirò. L'interrogativo che in quel momento la inquietava di più, tuttavia, era solo uno: era veramente riuscita a convincere Whip che lei NON era Amanda?...

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Michael è arrivato nei locali del centro commerciale riservati all'amministrazione. Davanti al suo ufficio, la Calligan  prima di entrare:
- Signorina Quinsley, ci sono messaggi per me? -
- Sì, Signor Calligan: ho lasciato dei foglietti con gli estremi delle chiamate sulla sua scrivania -
- Bene. Grazie. -
Michael entra nel suo ufficio chiudendo la porta alle sue spalle. Consulta l'agenda...
- Vediamo...lunedì alle 10:00...sì, sono libero! -
Michael chiama la Forrester Creations. Megan non è nella sua postazione di lavoro: Thorne l'ha fatta scendere in sartoria per una commissione. Dopo parecchi squilli...
- Pronto? -
- Pronto? Parlo con la segretaria di Brooke Logan? -
- No parla con Brooke Logan in persona! -
- Ah Splendido! Odio trattare con gli intermediari -
- Ma con chi parlo? -
- Già scusi non mi sono presentato. Io sono Michael Calligan della Calligan Corporation. Ho avuto un colloquio con Eric Forrester...Sa...per i punti vendita della nuova linea...la linea Ambrosia...-
- Ah sì certo! -
- Ho chiamato per fissare un appuntamento con lei. La sua segretaria...Megan se non sbaglio...mi ha proposto un incontro per lunedì alle 10:00 e io volevo solo confermare la mia disponibilità -
- E' perfetto! Allora Signor Calligan ci vediamo lunedì -
- A lunedì! -
Una volta riattaccata la cornetta...
- Ma che voce sensuale questa Brooke Logan! Quasi quasi non vedo l'ora che arrivi lunedì! -
Michael torna al suo lavoro. Dà un'occhiata ai foglietti sulla sua scrivania....Simon Willard, James Ellroy, Sarah Littel, Ridge Forrester, Jerry Stanton...
- Aspetta un attimo! Ridge Forrester? Ma Ridge non è il primogenito di Eric, quello che si è schierato contro la famiglia acquistando la Spectra Fashion? Cosa vorrà da me? Ha chiamato appena due minuti fa. Se fossi stato qui, probabilmente, a quest'ora lo saprei già! - ........

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Julia si sentiva in perfetta forma, non credeva di potersi riprendere così in fretta dall'incidente, inoltre il dottor Cohen le aveva dato una buona notizia, sarebbe tornata a casa!!! Probabilmente si sentiva bene anche per merito di quell'uomo, aveva subito apprezzato la sua professionalità, e cosa molto importante, sentiva di potersi fidare di lui. Nelle prime ore in cui era stata portata in ospedale il dottor Ernest gli era stato sempre vicino, sembrava attratto da lei  c'era qualcosa di magico nel suo sguardo, e se Julia non fosse stata presa tanto da Eric, probabilmente si sarebbe accorta che gli occhi che la puntavano cercavano di dirgli molto di più di quello che lei potesse immaginare.
Stava per lasciare la sua stanza quando Cohen si avvicinò a lei gli disse: " Mi raccomando Julia si riguardi e stia più attenta la prossima volta" così facendo le prese le mani, il tocco  di Enest sembrava così magico, poi il dottore avvicinò le sue labbra con il chiaro intento di baciarla, ma Julia si ritrasse immediatamente, pentendosene però in seguito.
Con una mano prese la valigia, e con l'altra gli accarezzò il viso poi lo guardo fisso negli occhi e gli disse: "grazie di tutto quello che ha fatto per me" detto questo si voltò e si diresse verso l'uscita sforzandosi di non voltare lo sguardo. Sapeva benissimo che gli occhi di lui erano puntati su di lei , e sapeva anche che se si fosse girata avrebbe fatto capire che provava un certo interesse nei confronti del dottore.
All'uscita fermò il primo taxi, una volta salita il conducente si voltò verso di lei e gli chiese la direzione: "Los Angeles, Forrester Creation" disse. 
Nello stesso momento il dottor Cohen era tornato al suo lavoro, ma improvvisamente vide un infermiere dall'aria allarmata correre verso di lui con in mano alcune analisi: "sono della paziente del 57A Julia Bounce"
Cohen stupito le prese in mano, si trattava di una T.A.C. fatta alla testa, il responso lo paralizzò , guardò il giovane infermiere in volto e disse: "Tumore"

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Era una nuova giornata, la prima vera giornata che Jennifer trascorreva a Los Angeles.
Si era alzata presto, pronta per assistere alla sua prima lezione all'Università.
-Ciao Kelly, io vado! Non aspettarmi per l'ora di pranzo, mangerò qualcosa all'Insomnia!- si era rivolta così alla sorella alla quale era molto legata perchè sapeva sempre che su di lei poteva contare.
- Ok in bocca al lupo sorellina-
Jennifer appena varcato il portone dell'Università per un momento rimase immobile davanti a quel via vai di gente, che si incontrava nei corridoi, ai gruppetti di ragazzi che probabilmente non si erano nemmeno accorti che era nuova, poichè erano troppo intenti a parlare o studiare.
La ragazza si aggira tra i corridoi nell'intento di trovare l'aula nella quale tra poco si svolgerà la prima lezione, ma la scuola è enorme e capisce che forse è meglio chiedere indicazioni:
- Scusa mi sai dire dove si svolge la lezione di psicologia? Non riesco a trovarla- Jen si rivolge così ad una ragazza dai capelli ricci e gli occhi chiari che rimane evidentemente sorpresa da chi si trova di fronte poichè non risponde subito: -Sì, è semplice devi solo girare a destra alla fine di questo corridoio e la troverai-
- Grazie mille! Ciao!-
- Figurati, sai per chi è nuovo non è facile districarsi tra questi corridoi-
Jennifer trova quella ragazza abbastanza simpatica anche se solo al primo impatto, non può però fermarsi a parlare perchè sa che il professore non attende ma haimé proprio davanti alla porta dell'aula vi è un gruppo di ragazzi accerchiati. Jen cerca di farsi spazio per leggere anche lei il foglio che vi affisso sopra:
<<Ragazzi per questa mattina la mia lezione di psicologia sarà sospesa. Scusate se non vi ho avvisato in anticipo, la prossima ci sarà mercoledì. Professoressa Talbor!>>
-Ero tanto ansiosa di iniziare l'Università ma a quanto pare......Beh potrei fare un giro in biblioteca, tanto per cominciare a familiarizzare con il posto!-
Jennifer si reca in biblioteca e inizia ad aggirarsi tra i vari scafali che vi sono, non cerca nessun libro in particolare, quindi inizia a scorrerne alcuni senza accorgersi di chi vi è intorno a lei.
E' molto distratta e non si accorge che sta per sbattere contro un ragazzo poco + avanti.
-Oops...mi scusi!-
-Nulla, non si...ti preoccupare-
Il ragazzo che ha scontrato, la colpisce subito.
-Scusa ancora, sono molto distratta, stavo curiosando tra le file di libri senza guardarmi intorno-
-Beh non c'è problema, anch'io non mi ero accorto che ti avevo vicino- risponde lui gentilmente.
-Poi sai sono nuova, e non ho ancora capito la fisionomia dell'edificio- afferma Jen.
- Anch'io mi sono iscritto da poco ma ho già assistito ad alcune lezioni- replica lui.
E' un bel ragazzo, e Jennifer lo trova fin da subito molto simpatico e cordiale
-Forse è meglio se ci presentiamo eh??!!- (nel pronunciare questa frase Jen si lascia sfuggire un certo sorriso che comunque sembra essere ricambiato)
-Certamente...Io sono Steve...Steve Carson!-
-Molto piacere! Il mio nome è Jennifer Richards. Puoi chiamarmi Jen!-
-Bene Jen, allora dimmi a quale facoltà ti sei iscritta?-
-Psicologia,con specializzazione anche in lingue straniere, anche se in realtà non so ancora bene cosa voglio dalla vita è buffo eh?-
-In effetti non poi così tanto... un mucchio di persone sono nella tua stessa situazione!-
-Tu invece a che facoltà sei iscritto?!-
-Medicina...sto per prendere la laurea in pediatria- rispose lui visibilmente soddisfatto
-Allora Steve...a quanto pare devo proprio dire che sei la prima persona che conosco qui a Los Angeles,a parte una ragazza con la quale mi sono trovata subito bene!-
-In effetti anch'io, ho conosciuto alcuni ragazzi, ma solo perchè sono miei compagni di corso-
-Io mi sono trasferita solo ieri qui con mia sorella Kelly nella speranza di capire cosa voglio dal mio futuro! Speriamo bene-
- Los Angeles è comunque una bella città, anche se anche io come te non ho ancora avuto occasione di visitarla molto, conosco bene solo l'Insomnia un locale vicino a qui-
-Ah sì anche io ci sono stata...mi è sembrato molto accogliente e so che è molto frequentato dai ragazzi.
Steve continua a parlarle e ad osservarla, trova che Jennifer sia veramente carina, e non sa se chiederle subito di uscire, oppure cercare di incontrarla di nuovo più o meno casualmente. Ha paura di fare qualche brutta figura, e comunque non vuole dare l'impressione di voler costruire una storia più o meno seria con lei, il passato brucia ancora....
Jennifer lo guarda intensamente negli occhi, come se aspettasse qualcosa, Steve sta ancora pensando a come comportarsi, quando un altro compagno di Università lo chiama.
- Hey Steve, sei in ritardo, stiamo aspettando solo te!
- Si arrivo, un secondo soltanto!
Poi rivolgendosi a Jennifer le dice:
- Devo tornare domani in biblioteca per restituire in libro  che ho preso in prestito la settimana scorsa, tu sarai qui a quest'ora anche domani?
- Si  certo ci sarò, verrò in compagnia di una mia amica, ci vediamo presto!
Mentre Jennifer si allontana Steve sorride, sa di aver fatto la cosa migliore, ma al tempo stesso non vuole pensare a cosa accadrà domani, per ora è meglio raggiungere i compagni.... Durante una breve pausa tra una lezione ed un'altra  George, un compagno di Steve, chiede:  - Ma chi era quella ragazza con cui parlavi in corridoio?
- Di chi parli?
- Accidenti, non puoi averla già dimenticata! Era così carina...
- Ah si, si chiama Jennifer, l'ho appena conosciuta
- Dai Steve, a me puoi dirlo, quando uscirai con lei?
- Uscire con lei? Non so neanche chi sia! Lasciami in pace!!
Steve si era innervosito, nessuno doveva controllare la sua vita, nessuno doveva permettersi di dirgli cosa fare, era fuggito da Berckley tanti anni prima proprio per quel motivo.
- Non ti scaldare Steve, lo dicevo solo per fare due chiacchiere!
- Hai ragione George, scusami...
- Allora quando esci con lei?
- Non le ho chiesto un appuntamento, ma sò già che  la rivedrò domani in biblioteca
Steve sentiva di aver bisogno di un'amica, qualcuno con cui confidarsi, e Jen gli sembrava la persona giusta, doveva solo attendere domani....

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Doris si era svegliata presto quella mattina. Sarebbe stata una giornata impegnativa e lei era intenzionata a dare il meglio di se "Non vedo l'ora di iniziare a lavorare! Sono così emozionata......". Non voleva essere passare inosservata, un bel vestito avrebbe senz'altro fatto una buona impressione  sul suo nuovo capo. La mattinata passò in un attimo, rovistare nell'armadio porta via tantissimo tempo, ma per fortuna aveva trovato l'abito giusto! Dopo un pranzo veloce e un'occhiata ai giornali  guardò l'orologio era già tardi!                                                             
- Accidenti, non voglio far tardi il primo giorno di lavoro! Devo sbrigarmi! Così dicendo si trucca velocemente ed esce.  Qualcosa le diceva che Los Angeles le avrebbe riservato enormi sorprese e chissà, magari lì avrebbe anche realizzato i suoi sogni........Con questi pensieri non si era accorta di essere ormai arrivata all'Insomnia.

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E' mattina. Dale, sdraiato comodamente sul divano del salotto, ripensa molto intensamente a quella donna che aveva visto due giorni prima al Caffè.

"Ma possibile che oggi stai sempre nel mondo dei sogni?" dice Samia, sua sorella ".... ma di cosa mi meraviglio, sei sempre stato così strano!!"
- "Anche tu Samia oggi mi sembri diversa, sei arrabbiata con me?" ribatte Dale.
- "E' che ti vedevo migliorato in questi giorni, e ritrovarti giù mi fa sentire una nullità..."
- "Samia, non è mica colpa tua..... continuo a pensare ad una donna vista a quel Caffè, quello che mi dicevi tu ...."
- "L'Insomnia???" lo interrompe
- "Ecco, non ricordavo il nome....."
- "Dai raccontami tutto...." dice Samia piena di curiosità sedendosi con un balzo vicino al fratello.
- "Non l'ho neanche fermata, non ho avuto neanche il coraggio di salutarla.... non cambierò mai!" dice deluso "... è questo che mi lascia pensieroso"....
In quel momento squilla in telefono e Samia si allontana con un sorriso beato sul volto mormorando ".... deve essere il mio ragazzo..." e se ne va in un'altra stanza!!!
Dale si perde nuovamente tra i suoi pensieri più intimi.... ripensa al suo amore lasciato in Italia,  e a quella donna con gli occhi splendidi, color nocciola, proprio come quelli del suo amore "all'italiana"....
*ma posso essermi infatuato di quella donna??* pensa e ripensa tra sè.... *possibile che non riesco a dimenticarmela????*
Immerso nei suoi pensieri si addormenta.... l'orologio gira e si risveglia soltanto nel primo pomeriggio, intorno alle 14..... la sorella è già uscita,  e lui è rimasto solo a casa.
Pieno di energie dopo una bella dormita si veste e decide di ritornare all'Insomnia, vuole andare da quella cameriera che il giorno prima aveva visto parlare con quella donna misteriosa,  e provare a chiedere qualche notizia sulla donna.... ha come una sua immagine fissa negli occhi....
Tutto trafelato esce di casa e si dirige con passo svelto al locale, tutta quella sua energia e sicurezza però, passo dopo passo, diminuisce.... *e se poi ritrovo quella donna lì, ma come posso comportarmi???* pensa, e senza rendersene conto diminuisce sempre più il passo.....
Finalmente dopo tanta indecisione arriva al locale....

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Davanti al locale Doris vede una ragazza che cammina avanti ed indietro senza entrare......."Ciao! Suzy, vero?"  "Si! Ma come....."  "Ho sentito il tuo nome all'Insomnia ieri. Sono Doris! Sai che hai una voce stupenda! Sei molto brava e riesci a trasmettere delle emozioni indescrivibili! Il sig. Garrison sarebbe un pazzo a non prenderti!"

"Dici davvero? Sono così agitata! Credevo che sarebbe finito tutto ieri e invece sono di nuovo qui per un'altra audizione..........E se non andasse bene?"
"Tranquilla! Vedrai che andrà tutto al meglio. Entriamo?"
Una volta dentro al locale si separano "In bocca al lupo Suzy!........Ci vediamo dopo....."
Susan non sapeva che sarebbe stata proprio lei a decidere sulle audizioni e Doris non aveva alcun dubbio:Susan doveva essere dell'Insomnia............

 

Intanto Susan si dirige verso il palco, quando vede che su un cartello è scritto che le audizioni sono state spostate alle 16. Ormai non può far altro che aspettare, e quindi si siede a un tavolo e si accende una sigaretta "Chissà se sarà la volta buona....Forse non dovevo puntare tutto su questa audizione....." Immersa com'era in questi pensieri Suzy non si accorge che un uomo molto elegante si è avvicinato al suo tavolo."Signorina Hutchison mi scusi..."
"Si,desidera...??"
"Volevo congratularmi con lei,ha una bellissima voce."
"La ringrazio signor Garrison."
"Allora mi conosce?"
"Si,so che è il padre di C.J.e lei c'era anche alla mia prima audizione."
"Esatto. Posso chiamarla Susan? Sa, Susan, quando l'ho sentita cantare mi è sembrato di udire Macy Alexander."
"Davvero? E' molto gentile. Macy......" e il suo sguardo si perde per un attimo, come a ricordare qualcosa di tanto tempo fa, ".......lei era davvero grande. Credo abbia lasciato un grande vuoto quando morta " "Eh si!...Ne parla come se l' avesse conosciuta di persona...."E un velo di tristezza scende sui loro volti. 
"No, non proprio. Era venuta a cantare nella mia città, avrò avuto 11 anni......Da allora sono diventata una sua fan......."
"Di dov'è? Sempre se non sono indiscreto?
Susan lo guarda un pò più attentamente. E' un uomo affascinante........Non avrebbe mai pensato che quell'uomo potesse essere il padre di C.j.........Continuano a parlare e Susan si trova così bene in compagnia di Clarke che non si accorge neanche che erano arrivate le 16, fino a che non sente una voce chiamarla "Sig.na Hutchison! Susan Hutchison!"
"Cielo!E' tardi! Scusi ma devo scappare!!"
Così dicendo si allontana di corsa, mentre Clarke la osserva, pensando a quanto sia affascinante ed enigmatica............
 

Dale si siede ad un tavolo, sono le 15.30, è bello pieno e cerca di individuare in qualche modo quella cameriera..... lei si trova a parlare con un paio di persone e sembra molto impegnata, ma non vuole demordere, sa che potrebbe essere l'ultima occasione.

"Cameriera..... signorina!" urla alzando la mano e dirigendosi verso si lei.... sentendosi in causa Bridget abbandona ogni conversazione e si dirige verso Dale.
"Dimmi..." dice lei con tono molto delicato e disponibile.
Lui, un po' in imbarazzo per averla rubata ad altre persona risponde "Mi spiace averla disturbata magari era impegn...."
"Nessun problema, e ti prego non darmi del lei" lo interrompe lei con un mega sorriso in viso "vuoi un caffè?"
"Sì grazie, ma vorrei anche chiederti una cosa, per me è davvero molto importante..." fa lui in tono serio ma con un volto molto dolce.
Lei molto curiosa... "prima però un piccolo compromesso, ci presentiamo e poi risponderò alle tue domande...."
Lui senza esitare, stranamente, e in tono scherzoso dice "Sono Dale Kalik Price da Badalona in Spagna, 27 anni e di bella presenza!"
Lei non riesce a trattenersi dal ridere e risponde "WOW che precisione.... io sono Bridget." e senza aggiungere altro porge il caffè a Dale....
"Ora veniamo alla tua richiesta, sono troppo curiosa"
"Mi vergogno un po'.... ma l'altro ieri ti ho visto parlare con una donna che mi ha letteralmente imbambolato e catturato nei suoi occhi" dice Dale....
"Che romantico...." dice lei quasi sospirando...
Lui, senza badare molto a quello che dice Bridget continua "non ho avuto il coraggio di fermarla per conoscerla e me ne sono pentito, vorrei tanto poterla incontrare nuovamente....."
"Ieri ho parlato con così tante ragazze che non riesco a capire di chi parli, non potresti descrivermela?" dice Bridget...
Dale, senza farselo ripetere due volte "di bell'aspetto, capelli lunghi e lisci ramati, tendenti al scuro, degli occhi molto profondi e luminosi di un castano acceso. Di sicuro alta più di 1.70, credo sui 25 anni...."
"Forse ho capito di chi parli....." e alza gli occhi guardando verso l'ingresso del locale.
Dale si accorge che Bridget è completamente catturata da qualcosa, e si gira cercando di capire cosa guarda con così tanto interesse.... sente come uno scampanio e rivede davanti ai suoi occhi proprio Doris, la donna che il giorno prima l'aveva fatto quasi rimbecillire con quello sguardo ipnotico....
 
Continuando a pensare a Susan, Doris si avvicina a Bridget che sta parlando con quel ragazzo così misterioso che due giorni prima non le toglieva gli occhi di dosso "Chissà chi è? E' così affascinante................"
" Ciao Bridget! Sai che ho ottenuto il lavoro?"
" Si lo so .Me lo ha detto C.J. Anzi mi ha pregato di dirti che arriverà verso le 16. Vuoi qualcosa, mentre aspetti?"
" Si grazie! Un caffè" Poi, voltandosi verso il ragazzo accanto" Ciao!"
" Ehm.....Ciao!"
"Ecco il caffè! Io torno al mio lavoro. Ci vediamo dopo." Poi rivolendosi a Dale" E' stato un piacere conoscerti!"Così Bridget li lascia al bancone dove girandosi di scatto Doris si rivolge a Dale in tono ironico "Ti spavento?" dice.
"Cosa? No, perché?"
"Bhe! Anche l'altro ieri ho notato che mi osservavi senza avvicinarti........Guarda che mordo solo i nemici!!!!!"
Lui ora è un po' intimidito ma cerca comunque di tirare fuori qualche parola ".....no scusami tu, forse ti osservavo troppo...." e cercando di imitare l'ironia di Doris ".... ora ho paura di averti infastidito!"
"Ma no, che dici...."
Dopo un attimo di pausa lui le dice "Sono rimasto incantato dai tuoi occhi, non so spiegarmi il vero perché, ma mi affascinano...."Lei all'inizio arrossisce, è meravigliata, era da tanto che non riceveva un così bel complimento e vedendo lui che comincia a sentirsi a disagio cambia espressione e fa un bel sorriso....
Dale finalmente comincia a sciogliersi, ora si sente meglio e a proprio agio...
Dopo uno scambio di sguardi, senza commentare il complimento, lei ricambia dicendo.... "sembri un ragazzo timido.....forse anche un pò spaesato, sei nuovo del luogo?"
"Sì, sono arrivato solo da tre giorni, non conosco praticamente nessuno.... sono stati un paio di anni in Italia........."
A lei si illuminano gli occhi, adora l'Italia, e per sorprenderlo gli fa un domanda in italiano.....Mentre stanno parlando delle loro "esperienze latine", d'un tratto, guardando l'orologio, si accorge che è ora che inizi a lavorare...."Accidenti! Scusami ma devo iniziare a lavorare. Sai, oggi è il mio primo giorno........Perché non ci vediamo ancora?"
"Oh si! Certo! Cioè, voglio dire che mi farebbe piacere! Ma dove ti trovo?"
"Io lavoro qui! Scappo."
"Ciao, ma...." Ormai Doris era lontana, ma in quello stesso momento lei stava sorridendo tra se e se.........Nessuno l'aveva mai guardata così..........e non sapeva neanche il suo nome........Doris va in platea, deve assistere alle audizioni, non vede l'ora di ascoltare Susan.

Susan è emozionatissima , "Scusatemi! Sono in ritardo, lo so! Ora inizio subito e.........."  dice girandosi verso la platea e lì rimane sorpresa nel vedere Doris seduta accanto a C.j. che le sorrideva ..........