Sesto  Episodio

Rivelazioni angoscianti e sogni d'amore

Susan finisce di cantare e ringrazia le persone per il clamoroso applauso appena ricevuto. Suzy scende dal palco e immersa nei suoi pensieri, si dirige verso il camerino per cambiarsi. Doris osservandola da lontano, capisce che qualcosa la sta preoccupando e decide quindi di raggiungerla.
"Suzy, vieni ci sono i genitori di C.J. e...."Doris si ferma perché Susan non la sta ascoltando. "Susan??!!!? Va tutto bene???"
"Oh si, scusami Doris ma ero immersa nei miei pensieri ........ . Stavi dicendo??"
"ascolta. E' evidente che qualcosa ti preoccupa, se vuoi ne possiamo parlare,magari davanti ad un caldo caffe'? "
Susan non e' abituata a parlare dei suoi problemi con chi non fa parte della famiglia, ma guardando il sorriso sincero dell'amica, pensa che non le farebbe male sfogarsi un po', e poi Doris, con la sua esperienza, potrebbe, se non altro, aiutarla a trovare una soluzione."oh, Doris!!!! Sono cosi' triste e spaventata" e cosi' dicendo scoppia in un pianto dirotto.
"dai Suzy, non fare cosi'! Non riesco a vederti triste. Vai a cambiarti e torna qui che ti aspetto, io intanto vado dai genitori di C.J."
"ok. Arrivo subito"

Nel frattempo, C.J. sta per chiamare Doris e Susan ma Sally lo ferma.
"No tesoro. Non chiamarla. Non voglio conoscere Susan. Non ora almeno." gli dice Sally
"perché no mamma?? Lei e' una brava ragazza e..."
"Ne sono sicura! Ma assomiglia troppo alla mia Macy. Non me la sento tesoro. Scusami...."
Cosi' dicendo Sally si alza e, salutando tutti, raggiunge l'uscita.

                                          
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Era già capitato molte volte nella vita di Eric, che fans troppo esuberanti avessero fatto di tutto per incontrarlo, ma quando sentì il nome che Megan gli pronunciò qualcosa dentro di lui gli fece capire che quell’incontro gli avrebbe cambiato per sempre la vita.
Dopotutto non c’era più a casa nessuno ad aspettarlo quando tornava tardi, quindi qualche minuto in più non era certo una cosa improponibile.
"La faccia entrare Megan" disse Eric. La solerte segretaria uscì immediatamente per tornare poco dopo con Julia.
Quando la vide Eric riconobbe subito la donna che pochi giorni prima era stata investita da un auto, e che lui aveva aiutato.
"Coma sta?" chiese in tono amichevole Eric
"Non c’è male ero venuta fin qua per ringraziarla di persona "rispose Julia con aria imbambolata.
"Non ci siamo ancora presentati, ma credo che lei debba essere Jul…"
"Il mio nome è Kay Williams" disse la donna
Poi Kay cominciò a raccontare di se stessa, veniva dall’Arkansas e aveva 3 figli: Oliver, Pierce e John. Rimasta vedova molto giovane Kay era stata costretta a crescere da sola i 3 figli, non si era più innamorata, ma aveva avuto molte storie.
Eric ascoltò entusiasto, il racconto della donna, quella personalità forte lo attraeva, gli ricordava Stephanie, sempre pronta a combattere per tutto soprattutto per la famiglia,  e poi la somiglianza con la quasi ex moglie era stupefacente.
Kay si guardò intorno, la ricchezza dei Forrester era immensa e se lei fosse riuscita a conquistare quell’uomo tutto sarebbe stato suo. Si probabilmente avrebbe diviso il tutto con i figli, ma i Williams finalmente dopo tanti anni avrebbero avuto quello che si meritavano.
Forti fitte alla testa colpirono Kay che si ritrovò in breve tempo a terra, e senza conoscenza.
Dopo pochi minuti Julia riaprì gli occhi, si trovava distesa su un letto, probabilmente quello di Eric Forrester, ma non ne sapeva il motivo, l’ultima cosa che ricordava era Megan che andava nell’ufficio di Eric per vedere se era disponibile, poi un grande mal di testa e niente di più.
Eric si avvicinò al suo letto e guardando Julia le chiese "Sta meglio Kay?"

                                      
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E' passata una mezz'oretta quando Susan torna nella sala tutta sconvolta "ancora! Me ne ha mandato un altra" dice a Doris
"calmati e raccontami tutto." Doris nota che le sue mani tremano e che e' impallidita
"da un mese ricevo tutti i giorni una rosa nera ma questo mi preoccuperebbe poco se non fosse che da una settimana l'autore mi manda anche un biglietto.questo e' l'ultimo! Leggi:
 
                         il giorno della vendetta si avvicina,
                                               dolce Susan                                       
                e la mia rosa ti accompagnera' fino alla fine
                                                                             
                                                                   blackjack
 
Nel leggere quella frase Doris si spaventa, ma non vuole impensierire ulteriormente la sua amica cosi' ne ride sopra per sdrammatizzare:"carino! Un po' noir, ma che ci vuoi fare, non tutti amano le belle poesie romantiche! Chissa' da che film lo ha ripreso?"
" Dai, Doris smettila" le dice Susan, accennando ad un sorriso.
"Ma ai tuoi non hai detto nulla?"le chiede seria Doris
"No. Non voglio dar loro altri pensieri inutili, vedi Doris, io sono stata adottata, e l'istinto mi dice che c'entrano i miei genitori naturali in questa storia dei biglietti e della rosa. Io non li conosco, e ora più di prima vorrei sapere chi sono, ma....." Suzy si ferma e incuriosita osserva Doris, che la sta ascoltando con molta attenzione e con un sorriso incoraggiante "ma.....quando chiedo notizie a mio padre, lui cambia discorso e io mi sento in colpa....!!! E ora non posso dirgli anche di questo: si preoccuperebbe troppo!"

                                      
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Mentre torna in albergo, Doris è ancora agitata per il racconto di Susan e per il biglietto che ha ricevuto. Non riesce a capire come si possa torturare così una persona dolce come la sua amica. Ha paura, e lei sa bene che il suo sesto senso non si sbaglia mai. Come quell' inverno di tre anni prima..........I ricordi così a lungo repressi le scoppiano nella testa........... L'aveva detto a Nick di non andare in Alaska quella settimana, ma lui era così impaziente: voleva trovare subito una casa per loro due, per trasferirsi nella natura incontaminata, lontano dal traffico e dallo smog di New York........Loro avevano amato quel posto in seguito ad uno dei loro viaggi, e dopo il matrimonio si volevano trasferire lì, sopratutto alla notizia che lei aspettava un bambino......Ma dopo un mese andò da lei un ispettore della polizia dicendole che c'era stato un incendio di grosse proporzioni nel bosco e che sospettavano che Nick Cooper fosse perito nell'incendio. A nulla erano valse le ricerche effettuate nel corso dei mesi susseguenti, e neanche il più bravo investigatore di NY era riuscito a scoprire di più, se non che l'incendio pareva doloso.......Che fare? Aveva perso Nick, e non voleva rinunciare al loro bambino........I soldi dell'eredità li aveva depositati in banca per il futuro di loro figlio, Matthew; aveva venduto tutto ciò che possedeva, e aveva deciso che doveva andare avanti e vivere anche per lui. "Nick è morto!!!!" Si ripeteva." Devo andare via! Troppi ricordi e troppo dolore ci sono qui a N.Y." Ma era difficile trovare un lavoro lontano con Matt così piccolo, e quindi avrebbe dovuto lasciarlo a sua madre, a Santa Cruz, ma appena poteva lo raggiungeva............Aveva represso tutti i suoi ricordi e si era aggrappata al passato, alla sua adolescenza, a Steve.............Ora si stava faticosamente ricostruendo una vita e nessuno sapeva del suo dolore........ L'indomani si sarebbe trasferita da Steve e la sera sarebbe andata a cena con il suo ammiratore........Strano! Non sapeva neanche il suo nome......L'avrebbe chiesto a Bridget..........Con questi pensieri si addormentò, ma fu un sonno agitato............

                                       
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A Los Angeles è l'alba, il sole non è ancora sorto del tutto e Dale è già al parco per farsi un'oretta di corsa. E' molto teso oggi, sa che lo aspetta una giornata molto intensa e una serata che potrebbe rivelarsi piena di sorprese...

                                      
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L'indomani si presentò a Doris con un sole meraviglioso che la rincuorò dei pensieri cupi e dolorosi della sera prima. Aveva deciso di vivere la sua vita futura al meglio e non avrebbe permesso a niente e nessuno di impedirglielo........La prima cosa che fece fu quella di andare a prendere le chiavi da Steve e iniziare a portare la sua roba in casa. Le era bastato la sola mattinata, così, saldato il conto dell'albergo, andò al lavoro prima per poter essere libera verso le 19 e prepararsi per la serata...........

                                       
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Dopo aver consegnato le chiavi di casa a Doris, Steve va all'Insomnia non ha voglia di andare all'Università è un giorno triste per lui e vuole solo bere per dimenticare .
Arrivato al locale si siede al banco e ordina a Bridget un doppio whisky. I suoi pensieri sono tristi , tra la disperazione e il rimpianto, oggi è il decimo anniversario della morte della sua cara Amy....

                                         
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"Finalmente libera".
Questo è il primo pensiero formulato dalla sua mente. Un sentimento che indica libertà e voglia di ricominciare. Ricominciare proprio da lì, da quella stessa famiglia e da quella stessa azienda che ha rovinato per sempre gli anni migliori della sua vita, portandola alla pazzia, a duri anni di carcere e sedute psicologiche. "Ma tutto questo avrà giustizia, ed io avrò la mia giustizia!", continuava a ripetersi. Pur di uscire da quella prigionia, che l'ha portata all'estremo isolamento dalla realtà e da tutte le novità del mondo (in particolare, non sa più niente su cosa succeda e sia successo alla Forrester Creations), decise di collaborare con le forze dell'ordine da cui, finalmente, ne riceve come premio, uno sconto alla pena. Se non lo avesse fatto, a quest'ora si troverebbe ancora dietro alle sbarre. Ma ora basta pensare alle sofferenze e ai soprusi subiti: è l'alba di un nuovo giorno e di una nuova era: il ritorno di Morgan De Witt.
L'orgoglio e la voglia di ricominciare la propria battaglia, ha preso il posto della sopraffazione e dell'arresa dei primi giorni.
Per riconquistare Ridge, l'unico amore della sua vita, ha bisogno di tre cose: Los Angeles, un posto alla Forrester Creations e... sbarazzarsi, anche con la forza, se necessario, di tutte le persone che tenteranno di metterle i bastoni fra le ruote.
Un biglietto di sola andata per Los Angeles era stretto fra le sue mani e gli occhi di Morgan erano fissi e impietriti solamente su quella parola: Los Angeles, vuota a prima vista, ma ricca di significati all'interno...
Un ultimo sguardo alla prigione e via, verso l'aeroporto dove l'attende il suo futuro.

                                      
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Passano un paio d'ore e Steve ha bevuto troppi doppi whisky per poter tornare a casa da solo, si alza per andare in bagno ma cade rovinosamante a terra. Proprio in quel momento entra Jennifer, non ha intenzione di rimanere molto al locale, deve tornare all'Università per le altre lezioni, ma quando vede Steve in quelle condizioni non può far altro che soccorrerlo.
- Steve, ma cos'hai?
- Nulla Jennifer, sono solo sbadato ho inciampato e sono caduto a terra
- Ma tu hai bevuto!!!
- Solo un paio di bicchierini....
- Ma cosa dici sei ubriaco, si può sapere perchè sei in queste condizioni di prima mattina?
- Non ho voglia di parlarne, vattene via!!!
- Non ho nessuna intenzione di andarmene, ora ti porto a casa
- Sono perfettamente in grado di andarci da solo, ho detto vattene!!!
Steve si rialza, ma immediatamente dopo cade di nuovo a terra, Jennifer chiama un taxi e si fa aiutare da C.J. per farlo salire in macchina.

                                        
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Brooke era molto diversa da come Melody l'aveva immaginata. Dalle varie foto sulle riviste, e dalle interviste televisive, non si percepiva la grande carica di energia che si sentiva chiaramente quando si era di fronte a lei.
Adesso, seduta nell'ufficio del Presidente della Forrester Creations, Melody pensava che Brooke le piaceva davvero, come persona. Aveva qualcosa, nello sguardo, una luce che denotava una certa dose di volontà, di intelligenza. Ma Brooke aveva anche un'anima inquieta,
forse perché non aveva mai trovato il suo vero amore, o forse, perché lo aveva trovato ma lo aveva anche perduto. Melody poteva comprenderla. Aveva letto molte cose della vita di Brooke Forrester, in passato, ma senza mai soffermarcisi troppo sopra, come di solito si leggono le vicende di personaggi famosi sui rotocalchi. Ci si commuove un po' per loro, ci si indigna, ma poi la rivista viene messa da parte e dobbiamo fare i conti con la nostra vita di
tutti i giorni. A quel tempo, Melody non immaginava certo che un giorno avrebbe conosciuto Brooke di persona, anzi che avrebbe lavorato per lei...
-Direi che ci siamo!- disse Brooke osservando uno dei bozzetti per i manifesti pubblicitari che Melody aveva portato nel suo ufficio quel giorno per la sua approvazione. -Questo va benissimo per rilanciare alla grande la Brooke's Bedroom. Mi piace il suo lavoro. È uno
stile nuovo. I precedenti manifesti erano sicuramente molto belli, ma dobbiamo cambiare immagine. La passione e la sensualità sono sicuramente una delle molle che spinge le donne a comprare la biancheria intima di lusso, ma è possibile convincere il pubblico che una donna sexy può comunque avere classe e non essere volgare.-
Melody annuì. -Infatti ho pensato che potevamo puntare su una serie di manifesti ispirati a film famosi, qualcosa che richiamasse dei personaggi popolari, che fanno parte dell'immaginario collettivo, come Grace Kelly, Audrey Hepburn, Kim Novak... tutte grandi attrici che avevano una grande classe e un indubbio fascino.-
Brooke la guardò piacevolmente colpita. -Mi piace molto questa idea, inoltre credo che per la Forrester sia un modo per riscoprire le sue origini. In fondo noi siamo la casa di moda più famosa di Los Angeles, ed è qui che c'è Hollywood, dopo tutto, no?-
Le due donne sorrisero insieme. Si erano intese alla perfezione.
Mentre Melody riprendeva i bozzetti, vide sulla scrivania di Brooke il portaritratti a libretto. C'erano due foto, e da una di esse sorrideva il volto di Bridget. L'altra era il ritratto di una bellissima bambina di pochi mesi.
-Quelle sono le mie figlie.- disse Brooke, notando lo sguardo di Melody. -Bridget e Hope.-
Melody annuì lentamente. Lo sguardo corse a un'altra foto che stava all'altro capo della scrivania: era una istantanea che coglieva Brooke, Rick e Bridget stretti in un abbraccio davanti a un gigantesco albero di Natale. Ovviamente, Melody conosceva Rick, che
era vicepresidente della Forrester.
-Ho conosciuto Bridget...- disse meccanicamente Melody.
-Davvero?...- e nella voce di Brooke risuonò una leggera ansiamista a sorpresa. -Non lo sapevo.-
Melody emise un breve sospiro. -È successo un paio di settimane fa. Diciamo che più che un incontro, il nostro è stato un piccolo scontro. È una ragazza molto simpatica e anche dolce.-
Brooke distolse lo sguardo, mentre sentiva una lacrima spuntare tra le ciglia. -Bridget è una ragazza meravigliosa. E io sono molto fiera di lei.-
Melody provò quasi una punta di invidia per il fatto che Brooke potesse parlare apertamente dei suoi figli. Ma scacciò quel pensiero. In fondo non poteva che biasimare se stessa per come era andata la sua vita.
-Lei ha figli?- chiese Brooke in quel momento.
Melody si irrigidì. -Io...- esitò, mentre lo sguardo le si incupiva rapidamente. - No. Io non ho figli.- mormorò.

                                    
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Arrivati a casa Jennifer gli prepara del caffè , lo fa stendere sul divano e lo costringe a dire cosa c'è che non va
- Se ti dico perchè ho bevuto, poi andrai via?
- Promesso Steve, ma tu devi aprirti ne hai bisogno..
Jennifer non ha nessuna intenzione di andare via ,  ha risposto così solo per indurlo a confidarsi
- Bene, vuoi saperlo, eccoti una grande storia!!
Steve ha gli occhi lucidi, balbetta, e gli tremano le mani, ma a fatica riesce a raccontare la sua tragedia
- E' successo tutto dieci anni fa, proprio oggi, era una bella sera d'estate io ed Amy (la mia ragazza) avevamo deciso di festeggiare il suo compleanno, compiva  vent'anni. Abbiamo cenato in un locale romantico e poi siamo andati in discoteca. Come un cretino ho iniziato a bere whisky, proprio come oggi, e come oggi ne ho bevuti troppi,  Amy evidentemente preoccupata , mi ha convinto a tornare subito a casa. Mi sentivo perfettamente in grado di guidare, ma evidentemente non era così,  l'alcool aveva già fatto  effetto. Mentre guidavo ero molto infastidito dalle luci  della strada, e per evitare un cagnolino in sosta al centro della  corsia, sono uscito fuori strada, la macchina si è schiantata contro un albero. Capisci ora? La mia Amy è morta sul colpo, io invece se non uscito fuori solo con qualche contusione.... sono un assassino, sono un assassino!!!!
Jennifer è sconcertata, non sa se consolarlo o piangere con lui, deve essere terribile vivere con quel rimorso, ma prova comunque a dire qualcosa...
Almeno lei deve cercare di essere forte, per cercare di consolarlo.
- Mi spiace davvero tanto Steve, non immaginavo però non è colpa tua, è stato un incidente, tu le volevi bene e se solo avessi potuto avresti impedito questo, non sei un assassino, evidentemente doveva andare così...devi ritenerti fortunato perchè almeno tu ti sei salvato- Jen non sa cosa poter dire, cerca però di convincerlo che non è sua la colpa.
- Sì è colpa mia, io avrei potuto evitarlo eccome!! Se solo non avessi bevuto e proprio perchè le volevo bene non dovevo farle questo-
- Ma no Steve, no tu non c'entri niente!-
- L'ho uccisa, perchè non sono morto io, perchè??!!- Steve piange nel pronunciare queste parole.
- Non dire stupidaggini. Lo so che anche se sono passati dieci anni, è difficile, i ricordi sono ancora chiari, ma devi superare tutto ciò e devi capire che la colpa non è tua!- Jennifer cerca di confortarlo e si avvicina al divano sul quale è sdraiato.
- No!!!! Tu non puoi capire come ci si sente, non ci sei mai passata, non ti è mai accaduta una cosa del genere, quindi non dirmi che devo superare questo, dimenticando quello che ho fatto!!!- Steve le risponde urlando piangendo adirato e mentre lei cerca di stringergli le mani lui si alza di scatto e si allontana.
- Steve ascoltami. Hai ragione non ci sono mai passata, però tenersi tutto dentro non serve, sfogati quanto vuoi e poi starai meglio credimi...io sono qui per aiutarti-
- Non ho bisogno del tuo aiuto, ho perso una persona che amavo alla follia, e se ne è andata a causa mia non puoi capire, per cui ti prego ora lasciami in pace!- Il ragazzo non riesce neanche a guardare più negli occhi Jennifer, ma si dirige verso la porta, aprendola alla ragazza.
- Ma non posso lasciarti così, ascoltami...- Jen è comossa dal pianto di Steve e immagina quanto stia soffrendo
- Non ho intenzione di ascoltarti. Vattene!! Esci!- Steve ormai non ragiona.
Jennifer allora prende di corsa la sua borsa ed esce di casa, mentre percorre l'ultima rampa di scale, incontra quella stessa ragazza che aveva notato all'Insomnia il primo giorno che si trovava a Los Angeles e che l'aveva affascinata, ma a cui non si era avvicinata...

                                         
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Si diresse verso la porta, stringendo i bozzetti con molta più forza di quanta ne fosse realmente necessaria. Poco prima di uscire si voltò di nuovo verso Brooke. Adesso erano i suoi occhi ad essere velati di lacrime. -Ho avuto un figlio, una volta. Un maschietto.- disse lentamente. -Ma l'ho perso. Quindi posso capire bene cosa prova una madre, quando soffre per i propri bambini. Io credo che lei possa ancora recuperare il suo rapporto con Bridget.
Non rinunci. Io sono sicura che sua figlia le vuole ancora bene.-
Brooke la fissò a bocca aperta. Melody era lievemente arrossita.
-Mi perdoni se le ho detto queste cose. So bene che non sono affari miei.- Detto questo si volse e corse via. Brooke si riprese dallo sbalordimento che le avevano provocato le parole di quella ragazza e le corse appresso. -Melody!!...-
Ma Melody non era più nel corridoio.
Brooke si fermò sulla soglia del suo ufficio e ripensò alleparole di Melody.
Megan le si avvicinò preoccupata. -Brooke! Cosa è successo?
Posso fare qualcosa?-
Brooke scosse la testa. -No, Megan, ti ringrazio. Ma la sola persona che può fare qualcosa per me, sono io.-

                                    
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Dopo aver chiuso il portone alle sue spalle, decide di non recarsi nè a casa nè all'Università, sta male ed è troppo confusa.
Non riesce più a trattenere le lacrime, inizia a piangere, pensa a Steve e alla sua tragedia, capisce quanto sta soffrendo, e la cosa che le dispiace maggiormente è non essere riuscita a trovare le parole giuste per consolarlo. Ora capisce perchè non ha mai parlato del suo passato, ma è molto dispiaciuta anche per il modo in cui lui l'ha trattata, ripensa alle parole da lui pronunciate in quel modo duro e distaccato.
Mentre continua a pensare si chiede anche chi sia quella ragazza e soprattutto si domanda perchè l'abbia incontrata proprio lì.
Ormai è ora di pranzo e pensa che recarsi all'Insomnia per mettere qualcosa sotto i denti, anche se non ha molta fame, potrà farle bene, così si incammina verso il locale, immersa in mille pensieri......

                                     
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La mattinata vola via in fretta per Dale, tra annunci e colloqui finiti male, ed è già l'ora di pranzo... l'unico posto che conosce per un pranzo leggero e veloce è l'Insomnia Cafè.
Finito di pranzare, anche oggi riesce a scambiare 4 parole con Bridget, pure lei in un piccolo momento di relax.
"Ciao Dale, ti vedo stanco, mattinata pesante?" chiede Bridget con il suo solito modo di fare allegro e spensierato
"Molto pesante....." accenna Dale con un grosso sospiro "mi sono reso conto che l'unica cosa che so fare per ora e il massaggiatore, e ancora più assurdo è che nonostante provi a cercare non trovo nessun centro estetico in cerca di personale"
"E un lavoro in proprio non ti ispira?"
"Sarebbe un bel progetto, ma anche molto costoso.... per ora mi basterebbe avere qualche cliente, mettere da parte i soldi necessari per vivere, e sperare di trovare anche un lavoro solido. Insomma, trovare qualche garanzia per un futuro quasi immediato" e Dale ricomincia a sorridere pensando alle prospettive.
"Lasciami il tuo numero di telefono, lo giro tra le amiche, potrebbe essere un inizio...." propone Bridget

Dale lascia i propri dati a Bridget e si salutano.

                                
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Arrivato a casa nel primo pomeriggio, Dale decide di riposarsi, vuole farsi trovare in ottima forma per la serata. Entrato in casa, raccoglie della posta da terra e trova una lettera dall'Italia indirizzata a lui.... *ma come fa a sapere che ora mi trovo qui???*
Dale rimane con la busta in mano, non ha coraggio di aprirla e continua ad osservarla molto a lungo. Preferisce non leggerla e la ributta in mezzo alla posta, non vuole rovinare la serata per nessuna cosa al mondo.

                                      
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Sono le 18.00 e Suzy si trova all'Insomnia. La ragazza sta ancora pensando alla chiacchierata avuta con Doris e al suo suggerimento di parlarne con i suoi genitori. Tuttavia è sempre più convinta a tenere nascosta alla sua famiglia la sua paura. Infatti, rientrando in casa la sera precedente aveva sentito discutere animatamente i suoi.
" Cosa voleva Stacy? Lo sa che non deve interessarsene!" diceva alquanto preoccupato il padre.
" Si caro. Hai ragione! Ma sai anche che lei doveva leggere la lettera al suo 18-esimo compleanno: Abbiamo già aspettato troppo....
Stacy non sa che ne è completamente all'oscuro......." Ciao Mamma, ciao Papà? Di che parlate?"
 I suoi genitori erano impalliditi " Ciao tesoro! Non ti abbiamo sentita rientrare. Hai fame? Come è andato al lavoro?" le chiese Nicole.
 " Mamma!!! Non cambiare discorso!! Di che parlavate? "
" Di un'amica di Starsky......Niente che ci riguardi." le disse prontamente il padre.
 Ma lei non ne era tanto convinta.Così continuava a rimuginare sulle domande che si era posta  "Chi è Stacy? Perchè mio padre si alterato così tanto? Di quale lettera stavano parlando?" lasciandole senza una risposta. Bridget si avvicinina a Suzy chiedendole se ha bisogno di qualcosa."Si, di un bel massaggio rilassante". Risponde Suzy ridendo.
"Davvero? Ho proprio ciò che ti potrà servire."
Susan la guarda incuriosita, aspettando il seguito.
"Questa mattina ho parlato con Dale Price, e chiacchierando mi ha detto di essere un massaggiatore. Se ti interessa questo è il suo numero di telefono, fidati secondo me è una persona in gamba."
"Ok. grazie Bridget. Sei stata proprio gentile. Come farei senza di te ^-^ !!
"Di nulla Suzy, per te questo e altro."
Il dialogo tra le due ragazze viene interrotto da un rumore improvviso e spaventate si voltano verso il palco. Niente paura è solo l'altra cameriera che ha rotto un bicchiere. Bridget saluta Suzy, e raggiunge la cameriera per aiutarla a raccogliere i pezzettini di vetro.

                                       
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Sono da poco passate le 18 quando Dale si risveglia, deve prepararsi per la cena.

                                     
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Rimasta sola Suzy si dirige al telefono del locale e incomincia a comporre il numero del ragazzo....al quinto squillo Suzy sta per riagganciare quanto sente la voce del giovane:"pronto chi parla?"
"Dale Price? Sono Susan Hutchinson. Avrei Bisogno di un massaggio rilassante e Bridget mi ha fatto il suo nome così..."
"Bridget? Ah si, Bridget all'Insomnia.....  Oggi purtroppo non ho tempo ma le andrebbe bene per domani alle ore 15.00?
"Si, certamente la ringrazio signor Price."> "A proposito signorina vuole che venga io da lei o viene lei da me?"
"Preferirei venire io da lei se non le dispiace.
"Va bene allora le do il mio indirizzo....io abito in via....bene, se ha scritto io la saluto e a domani signorina Hutchinson."
"Ho scritto tutto. Grazie ancora. A domani signor Price."
Riattacando Suzy guarda l'orologio,  mancano 20 minuti alle 19.00: "accidenti, devo andare in lavanderia".
Con questo pensiero e dopo aver salutato Bridget, Suzy esce dal locale ma non si accorge che un tipo poco raccomandabile la sta osservando dall'altro lato del marciapiede e accendendo la macchina incomincia a seguirla....

                                   
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Dopo un'ora di preparativi e indecisioni finalmente Dale è pronto per uscire, quando l'occhio cade nuovamente su quella busta, ma più sicuro che mai esce di casa.

                               
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Dale arriva al Café con molto anticipo, si fa mostrare il tavolo da lui prenotato e, felice per la sistemazione, aspetta l'arrivo di Doris.... è molto agitato, continua a osservare l'orologio, ancora non sa se lei si presenterà all'appuntamento. Però qualcosa gli dice che la serata sarà stupenda.....

                                  
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" Café Russe. Ci siamo! " pensa Doris entrando nel locale. L'addetto all'ingresso si avvicina e chiede se può esserle utile, ma lei aveva già notato una piante di rose con alcune blu a formare una freccia, per cui ringrazia e si avvia da sola verso la direzione indicata. Il tavolino è in un angolo appartato......" Chissà come sto! "si chiese Doris mentre si dirigeva verso il suo ospite, mostrando,tuttavia, molta sicurezza di sè.......
" Ciao! Disturbo? Aspettavi qualcuno?"
" Ciao!" le dice Dale con un sorriso tipicamente latino, che le infonde subito una piacevole sensazione di sincerità " No. Non disturbi, scusa, non ti ho vista entrare...Ero soprapensiero....Aspettavo una ragazza vestita di blu.......ma che coincidenza:anche tu sei vestita di blu........Allora questa rosa non può che essere tua" ,e così dicendo si alza, le fa il baciamano, e le fa dono di una meravigliosa rosa blu a stelo lungo. Poi la fa accomodare. Erano anni che Doris non veniva più corteggiata a quel modo, e la cosa le piaceva un mondo.........la dolcezza che esprimevano i suoi occhi era tale che lei si scioglieva.........La serata stava passando piacevolmente. Avevano scoperto di avere molte passioni in comune e di aver vissuto negli stessi posti in Italia..
" Io adoro Roma. E' piena di storia, cultura e tradizioni tali da lasciarti senza fiato. E Milano....Oh! E' bellissima, sopratutto in quelle belle serate autunnali al tramonto....il Castello, il Duomo e Brera........Io amo la zona degli artisti........."
" Si anche a me piace tanto l'Italia. Vi ho lasciato il cuore......." disse Dale....e si rattristi un pò......
" Scusami. Non volevo renderti triste, ma l'Italia per me è piena di bei ricordi e.........Posso farti una domanda?"
"Certo!"
"Qual è il tuo nome?Io ti chiamo Fascino Latino, ma preferirei chiamarti per nome. Il mio è Doris, Doris Attard."
"Dale Kalik Price, ma se vuoi, puoi continuare a chiamarmi Fascino Latino"
Il cameriere, servendo al tavolo, li fa distrarre per un attimo... finalmente Dale, per la prima volta da quando è arrivato a Los Angeles, si sente rilassato e felice.
Dale solleva il calice con il vino, Doris, quasi lo volesse leggere nel pensiero lo imita. Con un sorriso di gioia molto leggero, i due incrociano le braccia e si guardano negli occhi mentre a piccoli sorsi si gustano un delizioso vino rosso...
Dale, non riuscendo a trattenersi, si lascia sfuggire una piccola risata.
Doris sorpresa lo guarda e Dale, anticipando la sua domanda,
"Ti ho fatto sobbalzare, scusa" dice Dale continuando a sorridere "quando sono felice non riesco a trattenermi dal sorridere...."
Doris non sa cosa rispondere sul momento, per la prima volta riesce a trovarsi senza parole, ma piena di gioia....
"Vieni con me" e Dale porge la mano a Doris
"Dove mi porti?" chiede Doris molto sorpresa, ma divertita
"Ti piacciono le sorprese?"
"Sì"
Dale non continua e Doris non insiste, anche se vorrebbe fargli mille domande. I due attraversano tutta la sala e escono su una stupenda terrazza... un quarto di luna calante brilla nel cielo contornato da tante stelle.
Doris si blocca "E' stupendo Dale...." e non riesce più a dire nulla.
"Forse potrà sembrarti una cosa banale, ma Los Angeles di notte è sempre uno splendido regalo" accenna Dale
"Non è banale, non mi ero mai soffermata a guardare così a lungo il cielo"
Doris si sente leggera come una nuvola.... non avrebbe mai creduto che la serata poteva migliorare ancora di più.
Doris e Dale, molto vicino l'una all'altro, si guardano negli occhi.... entrambi sorridono ma nessuno dei due parla. Non vogliono rovinare questo dolcissimo momento....

(e non finisce qui)
Il settimo episodio vi aspetta venerdì prossimo.

D@ny