Decimo Episodio

Vite complicate
                                                        

Invece no……i passi si fermano giusto dietro di lei, quindi la ragazza distoglie lo sguardo dal foglio e alza gli occhi…………………………incontrando quelli di Ridge Forrester.
Alice si alza in piedi ma è troppo emozionata per dire qualcosa....Mai avrebbe pensato di incontrare un Forrester, e si trova quindi impreparata per quell'inaspettato incontro. Dopo un attimo di silenzio da parte di entrambi, è Ridge Forrester che, prendendo in mano la
situazione, decide di presentarsi....
"Salve signorina, mi chiamo Ridge Forrester, non volevo disturbarla ma il suo disegno mi ha attirato molto e volevo quindi vederlo più da vicino...."

E così dicendo, Ridge Forrester prende in mano il disegno di Alice che rimane sempre in silenzio, pensando a quanto era bello Ridge Forrester.....
"E' molto bello lo sa....immagino che lei sia una stilista o sbaglio??"
"Si, signor Forrester....mi chiamo Alice Solari". Riesce finalmente a dire.
"Allora lei parla...meno male stavo cominciando a preoccuparmi...."
Risponde divertito Ridge, facendo arrossire Alice.
"Se vuoi possiamo vedere assieme il suo disegno....nel frattempo le offrirò qualcosa. Sempre se le va...."
"Certo signor Forrester.....ne sarei felice"
"Allora accomodiamoci qui.....e un'altra cosa, chiamami pure Ridge...."

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Sono le 20.00 e Jen si sta finendo di preparare, deve mettere le ultime cose a posto, apparecchiare tavola preparare le luci giuste... quando suona il citofono...... E' Steve!!
- Ti apro! Sali pure! risponde lei
- Ok, posteggio solo l'auto qui di fronte e arrivo! -
Mentre aspetta Steve, la ragazza pensa a come sarà la serata, spera che vada tutto bene, ma si sente  un po' imbarazzata, dopo la sera prima, non ha più visto Steve e dopo il bacio è un po' difficile affrontarlo...
Il campanello suona e Jen va ad aprire la porta.
- Ciao, scusa se ti ho fatto aspettare ma non riuscivo a trovare posteggio. -
- Figurati! Non importa! - risponde lui sorridendole.
- Molto carina casa tua, complimenti e tu sei molto carina anche stasera!!
- Grazie, scusa se c'è ancora un po' di disordine. - risponde Jen.
Lei è felice di come è iniziata la serata. Steve è sicuramente una persona a cui tiene e di giorno in giorno è anche sempre + facile aprirsi con lui. Gli vuole molto bene, ma lo considera solo un amico. In effetti non sa perchè lo ha baciato il giorno prima, però è stata una reazione improvvisa, ha reagito d'impulso e non pretende nulla da lui, anche perchè non sa se potrebbe avere una storia con lui. La preoccupa un po' anche la differenza di età: non avrebbe voluto affrontare una storia con uno + grande di lei di 10 anni!
Ora però non doveva preoccuparsi e doveva godersi la serata!!

                                                        

- Ero proprio entusiasta di conoscere Doris e Dale peccato che non siano potuti uscire - ammette lei - intanto vogliamo cominciare?? Accomodati pure! Non sono un'ottima cuoca ma me la cavo! dicendo questo Jen esce dalla cucina con un buon piatto di spaghetti.
- Sono ottimi! Complimenti! Hai messo lo champagne in frigo?! - chiede lui.
- Sì, non ti preoccupare. -
- Comunque anche a me dispiace non essere potuto andare a cena con gli altri, ma Doris aveva da fare!
- Ma questo Dale come lo hai conosciuto! E' anche una fortuna che lavoriate insieme, io invece purtroppo un lavoro non l'ho ancora trovato. Ne ho bisogno perchè non voglio dipendere troppo da mia sorella Kelly e dai miei! -
Mentre mangiano le squisite prelibatezze preparate da Jen i due cominciano a parlare un po' dei loro hobby e sport preferiti.
- Io amo viaggiare, mi piacerebbe molto visitare l'Italia, ma non è ho ancora avuto l'occasione, tu ci sei mai stato?! -
- Sì ho visitato Roma, la capitale è stupenda. -
- Allora ora dopo essermi un po' avviata con l'università, la visiterò, conosco bene l'italiano sai ho una buona preparazione nelle lingue straniere? A proposito come va con la tua laurea? -
- Beh ormai sono alla conclusione, devo preparare una buona tesi e finalmente sarò pediatra a tutti gli effetti!, Non vedo l'ora mi piacciono molto i bambini e fare del bene per la gente è quello che ho sempre desiderato di fare - Steve è molto orgoglioso di sè e non riesce a nascondere la sua soddisfazione.
- Ti brillano gli occhi quando parli del tuo futuro lavoro, sei proprio felice eh? Comunque ti capisco: mia madre è una dottoressa specializzata in chirurgia e anche lei ama molto il suo lavoro e ogni giorno è contenta di dover affrontare una nuova giornata -
- Tua madre è una dottoressa! Non me lo hai mai detto! - dice lui con entusiasmo.
- Non ne ho mai avuto bisogno, comunque sì - risponde lei.
- E oltre alla medicina quali sono i tui hobby? -
- Non ho nulla in particolare, mi piace molto l'equitazione ma ultimamente l'ho praticata poco -
- Davvero? Anche a me piace moltissimo insieme all'aerobica -
- Tu fai aerobica? Veramente? - chiede il ragazzo incuriosito.
- Sì, quando ero a San Francisco frequentavo alcuni corsi in palestra e ora ogni tanto la faccio da me un po' a casa. Perchè? - risponde Jen.
- Nella palestra dove lavora Dale, quella per la Forrester stanno cercando un'insegnante di aerobica, non occorre una professionista, anche perchè si tratta solo di sei ore a settimana, se hai un bel po' di esperienza potresti tentare -
- Beh l'idea è allettante, ma addirittura insegnante. Sei sicuro che non serva un' esperta? -
- Tentar non nuoce, quindi provaci!! -
- Ok, prima che cambi idea è meglio che mi rechi alla Forrester, ci andrò domani per tentare un colloquio.
- Perfetto. Vedrai che ce la farai! - replica Steve.
La serata prosegue tranquillamente, finita la cena i due brindano e poi decidono di continuare  a parlare in terrazza, sdraiati su due comode sdraio!

                                                     

 

 Jen è riuscita a superare l'imbarazzo e il discorso del bacio non è ancora uscito quando Steve...
- Ehi Jen! Ieri sera mi hai lasciato di stucco!! - ammette lui.
Jen non riesce sorride, arrossendo.
- Non so cosa mia abbia preso, non avrei voluto, ma......scusami tanto - risponde lei.
- Non devi scusarti, non mi è dispiaciuto. - Steve non riesce a credere a quello che ha detto, e guarda Jen divertita.
- Beh allora non è un problema -
- Sì però è stato pur sempre un bacio. Voglio che tu sappia una cosa - Steve diventa improvvisamente serio e Jen inizia a capire quello che il ragazzo potrebbe dirle.
- Insomma è stato molto bello, ti voglio bene, sei una persona a cui tengo, ma non voglio che la nostra amicizia si rovini così, il mio cuore appartiene ancora a Amy, non riesco a innamorarmi di un'altra e comunque voglio mantenere un buon rapporto con te. Sei una grande amica - continua lui, mentre lei lo ascolta attentamente.
- Certo Steve anch'io ti capisco. Ti voglio bene, sei un amico e quel bacio possiamo considerarlo acqua passata. Devi però capire una cosa ormai questo fatto è accaduto dieci anni fa, e tu dovrai pur innamorarti di un'altra ragazza, non devo essere io questo è vero, ma non potrai restare per sempre legato ad Amy, vedrai che prima o poi incontrerai la ragazza giusta per te! - dice Jen.
Benchè avesse cercato di apparire d'accordo alla decisione di Steve, perchè anche lei per il momento non era innamorata di lui, dovette ammettere a se stessa che quella confessione l'aveva un po' scossa, ed era rimasta un po' dispiaciuta.
- E' ancora innamorato di lei, è morta dieci anni fa, è arrivato il momento di trovare una nuova compagna -  aveva pensato tra  sè.
- Quando quel momento arriverà, lo capirò, anche se dubito di incontrare la ragazza giusta per me. Allora tutto a posto , abbiamo chiarito la situazione.
- Certamente, non devo preoccuparti, è tutto ok! - risponde lei.
I due continuano a parlare di altro finchè è arrivato il momento da parte di Steve di tornare a casa
- Allora ci vediamo domani! Grazie ancora di tutto! La cena era squisita!
- Grazie a te! Sei troppo carino! A domani allora!
Jen arrivata ora è sola in casa è esausta, la serata comunque è stata piacevole e il chiarimento avuto con Steve le è servito per capire che non è possibile innamorarsi di lui e per spiegare a sè stessa che rimarrà un grande amico.
Non riesce più a tenere gli occhi aperti, è stanchissima e decide di andare subito a letto, per fiondarsi sotto le coperte. Dopo essere uscito di casa e aver raggiunto l'auto Steve, non ha molto sonno e decide di vagare un po' per la città senza una meta precisa, questo gli accade spesso quando è preoccupato o innamorato: in questo caso però non è nessuna delle due situazioni, ha solo bisogno di riflettere.
- Forse ha ragione Jen, devo dimenticare, Amy ormai è morta e non potrò amarla per sempre - pensa Steve.

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Pensandoci meglio, quella camera da letto è proprio la stessa stanza che usò durante il primo periodo della sua permanenza a Los Angeles. La stanza numero 101, all'attico, dell'hotel più prestigioso della città. Le disposizioni dei mobili erano sempre le stesse, ricordava a memoria tutti i minimi particolari. Cambiava solo la sua situazione: tempo fa era una ragazza piena di vita, intenta a ritrovare il suo passato ed a continuarlo nel modo in cui lo intendeva lei, oggi invece è a Los Angeles per cancellare il passato e ricominciare tutto da capo. Ma sempre dallo stesso uomo.
Dopo aver poggiato a terra i propri bagagli, Morgan si distende sul proprio letto, per rilassarsi un pò dallo stressante viaggio ed incomincia a pensare ad un piano giusto per avvicinarsi a Ridge...
-"Ecco cosa fare!"- esclamò la stilista. - "Innanzitutto dovrò recarmi nell'ufficio di Brooke, l'ultima delle mie amiche, e chiederle un lavoro come stilista alla Forrester. Bisognosa come sono non si tirerà di certo indietro ad aiutare una sua vecchia amica... E poi, i miei modelli, si avvicinano molto al suo stile seducente e sexy... Senza dubbio mi assumerà! Da lì avrò strada libera verso Ridge ma... Certo, Taylor... Cosa farne di lei? Bè... E' l'ultima cosa a cui pensare..."-
Dopo aver pianificato tutto nei minimi dettagli, De Witt decide di andare a farsi un bel bagno nella vasca idromassaggio, prende il suo asciugamano, lo posa vicino alla vasca e si immerge in acqua.
All'improvviso Morgan sente bussare alla porta ma di certo non può andare ad aprire in quelle condizioni. Così fa finta di niente e si siede rivolta verso l'altro lato. All'improvviso sente una mano che le stringe forte la gola ed un'altra che le tira insistentemente i capelli: quelle di Taylor. Morgan è sconcertata. Ma come avrà fatto a sapere che lei si trova qui? Poco dopo arriva anche Stephanie con in mano un candelabro e... la colpì con un solo colpo alla tempia... Per Morgan ormai è la fine...

                                                          

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Era il primo giorno di lavoro per Kay, si sarebbe dovuta occupare dei bambini Forrester, fra gli altri ci sarebbero anche dovuti essere i figli di Ridge e Taylor. Sicuramente loro avrebbero avuto un trattamento di tutto rispetto. Dopotutto non è che a lei interessassero poi molti i bambini, ma l’idea di entrare in quella favolosa famiglia e di avere magari anche un erede, sinceramente non gli dispiaceva poi molto.

Eric gli aveva detto che si sarebbe dovuta occupare di almeno 30 marmocchi, l’idea già la disgustava. La sera prima si era procurata alcune foto di Phoebe, Steffy e Thomas, da studiare, nonché tutta la storia della famiglia.

Pensando a Ridge si disse che se fosse stata solo un po’ più giovane avrebbe puntato il dito su di lui. Dopotutto aveva avuto una collezione di mogli, che lei poteva definire una peggio dell’altra. Caroline molto probabilmente non era altro che una stupida sentimentalista, Brooke sembrava la migliore, ma non era altro che una sgualdrina e Taylor lei si che era una mentecatta.


Si dopotutto Ridge era un bell’uomo ma con un orribile gusto per le donne.

Kay si disse che le sarebbe molto piaciuto conoscere Morgan l’unica appartenente all'harem di Ridge che sapeva cosa stava facendo. L’avevano etichettata come una pazza , ma sicuramente era molto meglio di quella Taylor. Si era proprio Eric l’uomo giusto per lei, sembrava sempre così giovane, e poi c’era un certo tipo di eleganza che lo rendeva ancora meglio di quanto fosse.

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L'ultima consegna, e poi posso andare a casa, anche questa giornata è finita.  Questo pensa Steve mentre porta due contenitori all'ufficio promozioni.....

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"Kay" sentì pronunciare il suo nome e si volto, era Eric che le si avvicinò e le chiese come stava andando il primo giorno di lavoro: "Finche non vedo quei bambini odiosi tutto bene" pensò, poi sfoderò forse il suo miglior sorriso e guardandolo fisso negli occhi gli disse :"Non sono mai stata così contenta in vita mia". Eric sorrise amorevolmente, quella donna cominciava seriamente a piacergli e qualcosa gli diceva che anche lei lo aveva capito.
Kay ebbe un improvviso mal di testa, come se qualcuno o qualcosa volesse informarla di un pericolo che stava per giungere...

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Camminando per il corridoio Steve incontra Eric Forrester, lo chiama per dirgli che alcuni dei documenti che aveva richiesto erano già stati consegnati a Brooke. La donna che è con lui ha un'aria familiare , troppo familiare - ma è mia madre!!- dice tra sè e sè Steve....
-Mamma!!

Anche Kay, sentì una voce che aveva un qualcosa di familiare e d’istinto si voltò…

Eric Forrester è meravigliato, e chiede spiegazioni
- Dici davvero Steve? Kay è tua madre?
- Mia madre si chiama Julia, mamma sono io, mi riconosci? Sono Steve!
Kay è confusa il dolore tremendo alla testa le ha annebbiato anche la vista, ma di una cosa è certa: lei non si chiama Julia
- Mi chiamo Kay ragazzo, vai  a cercare tua madre da un'altra parte, non hai rispetto per la gente che sta male?!?!
- Mi scusi signora , ma lei è identica a mia madre, e poi anche la voce....
Eric interviene dicendo:
- Basta così Steve, la signora si sente poco bene, ti ha appena detto di non essere tua madre, quindi vai e finisci il tuo lavoro, a lei ci penso io.
- Va bene signor Forrester, scusi del disturbo...
Steve si allontana, l'incontro con quella donna lo ha colpito molto, ma cerca di pensare ad altro, e mentre sistema gli effetti personali dentro lo zaino,  pensa di passare a ritirare in libreria il nuovo libro di testo per il suo prossimo esame. 

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Appena fuori dalla Forrester un tizio in macchina si ferma per chiedergli un'informazione.
- Mi scusi posso domandarle ....
Steve si avvicina al finestrino dell'autovettura, l'uomo estrai una pistola e la punta verso di lui
- Sali! E non fare scherzi!
Steve non sa cosa fare, non può chiedere aiuto, ma allo stesso tempo non vuole allontanarsi con quell'individuo, quindi cerca di tergiversare.
- Stia calmo, se vuole dei soldi io posso...
- Stai zitto e sali altrimenti sarà peggio per te! 
Steve non può far altro che salire in macchina, nel sedile posteriore c'è un'altra persona anche lui armato. L'uomo al posto di guida si dirige fuori città, e dopo aver scelto un posto lontano da sguardi indiscreti ordina a Steve di scendere dalla macchina.
I due uomini senza dire nulla lo prendono a calci e pugni, dopo averlo quasi stordito fanno la loro richiesta.
- Apri  bene le orecchie idiota, non voglio ripetere neanche mezza parola, quindi stai attento ed esegui gli ordini che sto per darti!!
Steve è terrorizzato, cosa potrebbero volere da lui? Sarà sicuramente uno sbaglio....
Mentre sta pensando questo, il tizio che gli punta la pistola sotto il mento gli dice:
- sappiamo che lavori alla Forrester, e che hai accesso a diversi reparti dell'azienda, abbiamo bisogno di un piccolo favore, se non ci accontenterai sarà la tua ragazza a farne le spese....
- ma io non ho nessuna ragazza, vi sbagliate....
- ti abbiamo visto in compagnia di quella mocciosa, non fare il finto tonto!!!
- ma lei non è.....
- stai zitto ed ascolta se ci tieni a quella ragazza devi fare esattamente quello che ti ordiniamo di fare
- state sbagliando persona io....
- non stiamo sbagliando nulla, sei tu che sbagli a parlare devi solo eseguire gli ordini, e ora ascolta!!
Sappiamo che al laboratorio della Forrester stanno studiando delle modifiche al Belief, vogliamo sapere quali sono queste modifiche, cosa comporterà la scoperta e quale impatto avrà sul mercato, dopo ciò se saremo ulteriormente interessati,  ruberai per noi la formula, sono stato chiaro?
Steve capisce di essersi cacciato in un brutto guaio, l'unica cosa da fare ora è accettare le condizioni, in caso contrario potrebbero anche ucciderlo.
- si certo, sono a vostra disposizione, cosa devo fare?  
- Per ora devi solo controllare la zona attorno al laboratorio, vedere chi entra, chi esce, e chi ha i pass per accedervi, tra qualche giorno ci rifaremo vivi, e mi raccomando niente scherzi!!
Dopo aver ripreso la strada per Los Angeles, i due uomini fanno scendere Steve a cinque isolati prima del suo appartamento, poi si allontanano a gran velocità.
Steve ancora non lo sa, ma per lui è soltanto l'inizio di un incubo....

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E' quasi l'una di notte, ormai, ma Stacy non riesce a prendere sonno....l'inaspettata proposta del signor Forrester ha messo Stacy in uno stato emozionale che non conosceva. "Sono d'avvero pronta a lasciare la polizia per inserirmi nel campo della moda??". Infatti, il signor Forrester, restando incantato dalla bellezza di Stacy, gli aveva proprosto di lavorare come modella alla Spectra Fashions. "E così Ridge Forrester è diventato presidente della Spectra Fashions....peccato la Forrester Creations non sarà più la stessa senza di lui. Cmq. lavorare per lui mi piacerebbe molto ma se lascio la polizia non potrò più avere l'occasione per....." Improvvisamente, Stacy interrompe i suoi pensieri, ricordando che doveva fare una telefonata: "in Italia dovrebbe essere mattina con il fuso, meglio se lo chiamo subito" e così dicendo la ragazza prende il mano il suo cellulare....

"Pronto..." Marcello, con voce ancora assonnata, risponde al telefono
"Ciao Marcello, sono Stacy, come stai? Sai chi ho incontrato qui a Los Angeles?"
Troppo emozionata dall'idea di far felice il suo amico con la bella notizia che sta per dare, Stacy non lascia a Marcello quasi il tempo di parlare....
"Ciao Stacy. E' sempre un piacere sentirti..." Cerca di dire Marcello infilando queste parole in una piccola pausa di silenzio da parte dell'amica" Chi potrai mai aver incontrato a Los Angeles???"
"Dale....."
"Dale.....?!?!" Marcello riceve la notizia come una doccia fredda
"Si, proprio Dale... l'ho incontrato per caso all'Insomnia e..." Stacy troppo presa nel raccontare il suo incontro con Dale, non pensa minimamente che Marcello tornato indietro con i ricordi non la sta seguendo più.
"E così me ne sono andata... certo che un tipo più simpatico te lo potevi trovare no??!! Ma Marcello ci sei ancora??!" Chiede finalmente Stacy accorgendosi che il suo amico era stato sempre in silenzio.
"Come??!! Si ci sono scusami... stavi dicendo??"
"Stavo dicendo che devi assolutamente venire qui a Los Angeles così potrai...."

Di nuovo Marcello smette di ascoltarla e si perde nei pensieri
*Andare da Dale, magari... ma se peggioro le cose?*
Intanto Stacy continua...

"Ti servirebbe per chiarire la situazione....insomma queste sono cose che non si posso spiegare in una lettera o al telefono."
"Lo so benissimo anche io, ma ti ricordo che è stato lui ad andarsene e non sono mica il suo cagnolino che lo segue ovunque"
Marcello si rende conto che la pensa molto diversamente da quello che sta dicendo. Vorrebbe correre subito da Dale.
Stacy, che lo conosce bene, capisce che non è completamente sincero
"Ma dai... ormai ti conosco bene e so che faresti di tutto per lui" Stacy è proprio decisa a convincerlo "....e poi scusa hai assolutamente diritto ad una spiegazione no....??!!"
"Stacy... sai"
"Vedi che non riesci a trovare neanche una scusa valida per non partire?" Stacy continua dopo una breve pausa "Facciamo così, ti propongo una cosa, e sai bene che io non mi arrendo finchè non sento un bel sì da parte tua. Vieni qui a Los Angeles ma non per Dale...."
Marcello non capiva dove Stacy voleva arrivare...
"Verrai qui per trovare me ok??" Stacy aveva capito per telefono che Marcello era rimasto troppo amareggiato da quella fuga e quindi doveva cambiare tattica per portarlo a Los Angeles
*Se lo convinco e gli prometto che non gli avrei fatto incontrare Dale, forse riesco a convincerlo e poi si sa...un incontro imprevisto può sempre succedere come è successo a me.* Pensa Stacy tra sè....
"Va bene ci vengo, una vacanza mi serve davvero, ma non voglio sentire parlare per nessun motivo di Dale" Cerca di chiudere Marcello, anche se la sua voce è sempre meno convinta...
"Ma certo stai tranquillo. Hai la mia parola"
E Stacy interrompe bruscamente la chiamata, non vuole far dire altro a Marcello, finalmente è riuscito a convincerlo.

Sentendosi più tranquilla, Stacy ritorna a dormire...ma il suo è cmq. un sonno molto agitato.

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Dale è ancora molto scosso, ha capito che è troppo presto per poter telefonare in Italia a Marcello.
Inevitabilmente i suoi pensieri si spostano anche su Doris, la sente molto vicina e non vuole deluderla ancora prima di iniziare una storia con lei.
*Devo chiamarla e mettere subito le cose in chiaro, non voglio perdere Doris* e con questa idea in mente torna di nuovo all' Insomnia.

Arrivato al locale nota con piacere che Stacy non è più presente, affrontarla di nuovo in quello stato era l' ultima cosa che sperava. Per fortuna Bridget, instancabile lavoratrice, si trova ancora nel locale
"Ciao Bridget...."
"Ciao" risponde sorridente lei
"Mi spiace doverti disturbare sempre per chiederti dei favori..."
"Figurati Dale, dimmi"
"Avrei urgente bisogno di parlare con Doris Attard"
"Potrei darti il suo telefono di casa..."
"E' fuori città" la interrompe Dale
"Forse ho anche il suo cellulare, vado a vedere" e detto questo Bridget si allontana.

Dopo dieci minuti, finalmente, torna con un pezzo di carta in mano
"Ecco il numero di Doris, ora ti lascio"
"Grazie" risponde Dale con soddisfazione

I due si salutano e Dale esce dal locale. Non trovando nessuna cabina telefonica nelle vicinanze, decide di ritornare al parco
*Lì una cabina c' è*

"Sì....pronto? " risponde Doris un po' distrattamente
"Ciao Doris, sono Dale.... come stai?"
Doris rimane un attimo senza parole, una telefonata da Dale non se la sarebbe mai aspettata.
"Ora che ti sento sto benissimo..."
"Qualcosa non va?"
Doris cerca di non fare trasparire le sue preoccupazioni
"No, non ti preoccupare...."
"Meno male.... Ti ho telefonato....." Dale è un po' titubante, non sa come continuare "....ho delle cose importanti da dirti, ma vorrei farlo di persona, al telefono non è facile"
Doris e' molto felice all' idea di rivederlo
"Mi farebbe molto piacere. Anch' io vorrei parlarti. Quando?"
"Ho pensato di passare a prenderti a casa tua tra un' ora circa, o è troppo presto?"
"Purtroppo sono ancora fuori ma rientro domani mattina....Che ne dici di cenare insieme? Facciamo alle 20 da me?" gli chiede speranzosa Doris.
"Bene. A domani allora! " chiude Dale sorridente

*Finalmente qualcosa di positivo...*
Dale si lascia cadere sulla panchina stremato da quella giornata davvero infernale. Stacy lo avevo completamente turbato, ma ora cominciava a sentirsi anche in colpa per il suo comportamento
*Certo che sono stato un vero cafone, non mi riconosco più...*

 

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" Come stai oggi tesoro? " chiese Doris a suo figlio.
" Bene mamma! Devi andare via adesso vero? " Matt era sempre stato un bambino molto sveglio, per cui a Doris piaceva dirgli sempre la verità " Si tesoro.La mamma deve tornare a Los Angeles, ma appena posso torno di nuovo a trovarti.Fa il bravo con la nonna, va bene? " Così dicendo Doris dovette salutare Matt e Racheille e ripartire per Los Angeles. Ogni volta che partiva sentiva quel senso di vuoto incolmabile, ma questa volta le sembrava più accettabile visto ciò che le si prospettava per la sera.

 

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Per quella sera Dale preferisce saltare la cena, lo stomaco di certo non avrebbe digerito neanche una briciola di pane. Così corre subito a casa, si fa un bel bagno caldo e rilassante, e poi finalmente può perdersi nei suoi sogni.

 


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Arrivata a casa Doris, non trovò nessuno così decise di farsi una bella doccia.....Aveva tante cose da fare che non sapeva da dove doveva iniziare. Per prima cosa decise di andare a far la spesa per la sera e dopo aver preparato la lista uscì per comprare tutto ciò di cui aveva bisogno, non senza aver lasciato un breve messaggio a Steve. Al suo rientro si mise ai fornelli...

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"NOOOOO....." Dale si sveglia di soprassalto.
"Ancora questo incubo...." e si lascia cadere nuovamente sul letto, forse amareggiato, ma anche sollevato dal fatto che era solo un sogno. Erano già diverse notti che continuava a sognare il viso di Marcello, di vederlo parlare ma senza riuscire a sentire mai nulla, solo sussurri incomprensibili.
Un pensiero piacevole però gli fa subito tornare un mega sorriso
*Stasera a cena da Doris... sono troppo felice, e come sono agitato!!*

Dale, finiti i rituali della mattina, si reca al lavoro. Stavolta è una giornata molto intensa per lui con neanche un minuto di sosta, ma per fortuna riesce a lavorare in allegria scambiando qualche battuta con dei colleghi, lasciando tutti i suoi pensieri alle spalle.

Durante l'ora di pranzo pensa a una sorpresa per Doris, ma non riesce a trovare nulla di veramente speciale.
*Un anello.... ma figuriamoci, è troppo presto. Forse dei fiori... di nuovo fiori, ma sì dai*
Sta per uscire dalla palestra quando entra Brooke Logan
"Salve Dale, le va di farmi un bel massaggio? Mi spiace molto per ieri, ma sa, il lavoro alle volte non permette pause piacevoli"

I due conversano piacevolmente per qualche minuto, poi finalmente Brooke si mette letteralmente nelle mani di Dale che l'aiuta nel rilassarsi.

"Dale, mi sento rinata ora"
"Signora Logan ho fatto del mio meglio, è stato un piacere per me..."
Brooke sorridendo lo interrompe "Troppo lusinghiero, certo che ha una bella lingua oltre che delle mani delicatissime"
Dale arrossisce.
"E quelle guance rosse ti donano ancora di più. A settimana prossima" e sorridente Brooke si
allontana.
Dale finalmente è soddisfatto del suo lavoro, si era lasciato demoralizzare da un primo giorno davvero spento.

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Il sole già alto nel cielo, emana i suoi caldi raggi sulla città di Los Angeles, riscaldando il via vai delle persone....; ognuna con i propri pensieri e segreti....
Dopo aver dormito fino a tardi e dopo aver pranzato, Stacy decide di passare al cimitero per portare dei fiori sulla tomba della sorella.

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Erano ormai le 3 p.m. quando finì di preparare tutto così decise di andare al cimitero......Inginocchiata sulla tomba di Susan, Doris non poteva credere che fosse davvero successo quello che Suzy temeva....Era convinta che non era stato un banale incidente, ma lei non sapeva di certo come svolgere le indagini. Avrebbe dovuto affidarsi alla polizia......Si! L'indomani mattina sarebbe andata alla centrale e avrebbe detto tutto ciò che ricordava dei timori di Suzy.....Forse l'avrebbero ascoltata.....

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Arrivata nei pressi della tomba, però, si ferma perchè c' è già una persona inginocchiata. Stacy non può fare a meno di osservarla, e non ricordando di averla vista prima si chiede chi sia e come mai pianga così tanto......Stacy vorrebbe fermarsi per conoscerla ma, non essendo nè il momento nè tanto meno il luogo adatto per conoscere persone nuove, decide di allontanarsi..."Se sarò fortunata la incontrerò in un altro momento..." si dice e va via per non disturbarla.

Mentre pensava a tutto ciò Doris non riusciva a frenare le lacrime, e non si accorse di essere osservata.....
Quando si alzò per andare via pensò che forse era il caso di andare all' Insomnia per confermare il suo rientro al lavoro per il giorno dopo....

Girovagando senza una meta precisa e immersa com'era nei suoi pensieri, Stacy non si accorge che il tempo è passato velocemente e che senza volerlo si ritrova davanti all' Insomnia. Vedendo che erano già le 18.00, decide di fermarsi e di prendere qualcosa....

                                                         

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Entrando nel locale Doris  vide subito che Bridget era al bancone. Per fortuna non c'era molta gente così si fermò a salutarla prima di andare nel suo ufficio.Vi trovo una montagna di posta e di pacchi da visionare. " Qualche giorno lontano e guarda qui quanto lavoro arretrato!!!!" pensò Doris. " Bene! Domani mi aspetta una dura giornata di lavoro, ma oggi non sono proprio dell'umore adatto." Così uscì e si avviò verso il bancone: voleva fare due chiacchiere con Bridget prima di tornare a casa...
" Come ti senti Doris?"
" Bene direi. Grazie . C.j. non c'è?"
" No! E' alla Spectra dai suoi. Hai saputo di Susan, vero?"
" Si me lo ha detto C.j. Ne sono profondamente addolorata"

 

Entrata nel locale, Stacy cerca con lo sguardo Bridget che sta parlando con una ragazza...Stacy rimane sorpresa perchè è la stessa ragazza che aveva notato al cimitero. Essendosi accorta di lei, Bridget le fa cenno con la mano di avvicinarsi. Appena le raggiunge, Bridget la presenta a Doris, spiegando che è la sorella di Suzy. Ancora con gli occhi umidi Doris abbraccia Stacy e sedendosi ad un tavolo incominciano a parlare di Suzy...

"Sediamoci qui vuoi?" propone Doris a Stacy." Sono così addolorata per la perdita di Suzy! Immagino che i vostri genitori siano inconsolabili! Porgi loro le mie condoglianze. Vuoi?"
"Ti ringrazio! Eri molto amica di Susan?"
" Si abbastanza. Spesso ci fermavamo a parlare di noi! Sai che non mi aveva mai detto di avere una sorella grande? "
" Vedi! Lei fu adottata da piccola ed io ho aspettato troppo per venire a conoscerla...."
" Capisco! Che lavoro fai?"
" Sono nella polizia! Ma sinceramente sto pensando di abbandonarla....Dopo la morte di Susan mi pare inutile....."
" Non dire così! Susan ti avrebbe di certo chiesto di aiutarla e come potresti farlo se non sei più una poliziotta?"
" Che vuoi dire? "
" Vedi! Suzy da un pò di tempo riceveva giornalmente una rosa nera con un biglietto raccapricciante...L'autore si firmava....se non sbaglio....Blackjack.... Era convinta che tutto ciò avesse a che fare con il suo passato...Non ne aveva voluto parlare con i suoi per non farli preoccupare ma credo che se l'avesse fatto ora sarebbe qui!"
" Non sai nient'altro che mi possa aiutare?" chiese Stacy speranzosa.
"No, mi spiace! Non mi viene in mente nulla!" Ti faccio sapere! Dove ti trovo?"
" Abito a casa dei genitori adottivi di Susan. E questo è il mio cellulare. Chiamami a qualsiasi ora, ok?"
" Perfetto!......Accidenti quanto è tardi! Devo scappare.E' stato un piacere conoscerti! Spero di rivederti presto." disse Doris alzandosi.
" Ciao Doris. E' stato un piacere anche per me! A presto!"le rispose Stacy.
Così Doris andò via di corsa.......

Rimasta sola Stacy rimane ancora immersa nei suoi pensieri... Le continuano a tornare in mente le parole di Doris....
Suzy... riceveva... una rosa nera con un biglietto raccapricciante... L'autore... Blackjack.... Era convinta che tutto ciò avesse a che fare con il suo passato...Susan ti avrebbe di certo chiesto di aiutarla
E ora? Cosa avrebbe potuto fare? Cosa doveva fare?
 

 

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Giunta a casa Doris si preparò per la cena. Controllò che fosse tutto in ordine." Bene! Qui mi pare tutto al suo posto" Doris era emozionatissima...Da quando Dale l' aveva chiamata non aveva fatto che aspettare la cena. Era ancora triste per ciò che era successo a Susan e certo l' incontro con Stacy non era stato facile, ma qualcosa le diceva che la serata sarebbe stata molto piacevole....

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"I signori viaggiatori sono pregati di allacciare le cinture."
Quella voce riporta alla realta' Marcello. Solo questa mattina era nella sua casa di Napoli ed ora, dopo una chiacchierata al telefono con Stacy, eccolo su di un aereo di linea che sta per atterrare a Los Angeles. Non era certo la prima volta, quella, che prendeva un aereo; le altre volte pero' il viaggio era stato deciso ed organizzato settimane prima, questa volta invece giusto il tempo di mettere qualcosa in valigia, prenotare un posto sul primo aereo in partenza da Roma, mettersi in macchina e fare tutta una tirata fino a Fiumicino. Per un attimo pensa anche alla reazione che avrebbe avuto la madre non vedendolo a pranzo ma quello era il minimo, ormai era abituato alle sue reazioni esagerate e snob e non ci faceva piu' caso.

"Fra qualche minuto atterreremo all'aeroporto di Los Angeles.."
"Ecco! Ci siamo!" pensa e, contemporaneamente, una serie di dubbi lo assalgono. Stacy gli aveva detto che assolutamente Dale gli deve una spiegazione e che la situazione va chiarita ora pero' comincia ad avere paura.. Cosa gli avrebbe detto? Cosa avrebbe fatto?... "Oh! al diavolo!" La cosa che ora gli importa di piu' e' ritrovare Dale ..poi ci avrebbe pensato.
Dale..il solo fatto di aver pronunciato mentalmente quel nome gli ha stampato un bel sorriso sul volto, uno di quei sorrisi che come sempre riuscivano ad incantare le persone che entravano nel suo raggio d'azione, e infatti si accorge che la hostess guardandolo estasiata lo sta salutando speranzosa in un suo eventuale approccio. Marcello in questo momento ha altro per la testa, cosi' saluta gentilmente e si avvia velocemente alla fermata dei taxi

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Il pomeriggio scappa in fretta e finalmente arrivano le 5.
"Io vado, ho un impegno stasera e non vorrei fare tardi" saluta Dale "A domani"

*Vediamo se anche questa volta riesco a perdermi* pensa tra sé Dale *Dov'era il fioraio? ....però quanta gente ...o ecco finalmente il fioraio*

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"Al Sofitel Hotel per favore"
Seduto dietro, Marcello comincia nuovamente a farneticare."E se Dale non volesse nemmeno vedermi?"
Non riesce a capire per quale motivo una cosa del genere possa accadere ma nello stesso tempo ne ha paura.. Comincia a sentirsi gli indumenti che gli si appiccicano addosso. Succedeva sempre cosi' quando era agitato, e Dio solo sapeva se non lo era in questo momento.
Apre il finestrino sperando di sentire un po' di refrigerio e guarda fuori..
Beverly Boulevard, una delle strade piu' frequentate di Los Angeles, e' un brulichio di gente di ogni razza e colore e dall'autovettura in corsa sembra un mare in movimento. Ad un tratto il taxi si ferma ad un semaforo e Marcello inquadra meglio qualche individuo in quella massa informe.. ad un tratto sente il cuore che gli si ferma quel tizio che ha appena urtato involontariamente un passante
è Dale!!! Quest'ultimo si gira per chiedere scusa, all'uomo che ha appena urtato,  ma rimane pietrificato quando, nel taxi fermo all'incrocio, riconosce Marcello "Cosa??" I due si guardano negli occhi per pochissimi secondi finché Dale viene distratto dal turista urtato che, sentendolo apostrofare in quel modo, lo insulta e si allontana. Ha visto Dale... Gli sembra impossibile ma non puo' sbagliare.. Quegli occhi, quell'incedere particolare potevano essere solo di Dale.
"Si fermi per favore... Ho detto si fermi accidenti!"
Per qualche secondo, i secondi piu' lunghi della sua vita, l'autovettura continua ad andare avanti per cercare un posto dove potersi fermare. Marcello si precipita fuori correndo e facendosi largo in quella folla.. Ha solo un pensiero, Dale, ed il cuore gli martella nel petto
"Era qui! Davanti questo negozio di fiori. Ne sono sicuro. Dove e' finito?"
Ma di Dale non c'e' piu' traccia e Marcello comincia a pensare di aver immaginato tutto anche se il cuore gli dice tutt'altro.

 Quando si gira nuovamente verso la strada Dale nota che il taxi con a bordo Marcello è già ripartito.
*E' un incubo* pensa Dale, e subito se ne va, dimenticandosi di acquistare i fiori.

"Mi scusi, pensavo di aver intravisto un vecchio amico ma devo essermi
sbagliato". Il taxi con Marcello a bordo riprese la sua corsa verso il Sofitel.

"Ecco signore.. Sono 6 dollari. Grazie, le auguro una buona permanenza qui a Los Angeles"
"Chissa' se sara' davvero buona" pensa Marcello, poi si avvia verso
l'entrata dell'hotel.
Si sente stanco ed ha voglia solo di un buon bagno caldo ed una dormita "Chiamero' dopo Stacy"..

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Dale, arrivato a casa, finalmente riesce a calmarsi
*Ma perché faccio così, non ho nulla da nascondere* ma il rimorso verso Marcello non lo fa stare completamente in pace.
Ora è certo di dover parlare a Doris del suo passato, anche se ha paura di questi eventi che stanno cominciando a sfuggirgli di mano rendendo la situazione stressante.
*Una doccia, magari riesco a lavare via tutti questi pensieri*

La doccia è servita perché Dale, arrivato a casa di Doris, si sente stranamente allegro, ma è questo l'effetto che lei gli provoca ogni volta.
Guarda l'orologio *Oggi sono proprio puntuale* e suona il campanello....


Driinn...driinn...." Eccolo! E' arrivato! " Doris corse ad aprire la porta.
" Ciao Dale! Accomodati!" Dale entrò in casa ansioso di parlarle di Marcello, ma ebbe paura delle sue reazioni, così decise di farlo dopo cena. Non sapeva in effetti come si sarebbero trovati dopo quella cena al Cafè Russè....
" Di qua Dale...La cena è pronta...Spero che le mie doti culinarie ti soddisfino..." Doris era agitata....Anche lei, come Dale, avrebbe voluto parlargli di qualcuno che era stato importante, di Nick, e dirgli tutto di suo figlio, ma aveva ancora delle riserve, per cui decise che avrebbe atteso il momento giusto...
" Allora Doris, dove sei stata di bello?"
" Sono dovuta andare a Santa Cruz da mia madre......nulla di grave per fortuna.....E tu Dale cosa hai fatto in questi giorni?"
" Ho trovato un lavoro come massaggiatore alla Forrester's Creations.E' un pò noioso ma almeno è un inizio..."
" Davvero!?!?! Sono così contenta per te!!! Hai visto qualcuno di quella famiglia? Sai li vedo così irraggiungibili!!!"
" Si, ho fatto il colloquio con Brooke Logan Forrester, e oggi le ho anche fatto un massaggio rilassante.... "
A quelle parole Doris provò un pò di gelosia nei confronti di quella donna, ma non lo dette a conoscere a Dale.Passarono gran parte della cena a parlare del più e del meno, finchè Doris non prese in mano la situazione:" Per telefono hai detto che volevi parlarmi di una cosa importante....Cosa volevi dirmi?"
" Ecco...vedi...Io..." Dale fa fatica e non trova le parole * Come posso dirglielo?* pensa, angosciato. Doris lo vede in difficoltà, ma non sa che fare...Non si sente ancora di parlargli del suo passato...Presa allora da un istinto irrefrenabile gli da un bacio...Dale è spiazzato: Aveva tanto desiderato quel bacio che tutto il resto passò in secondo piano. Ebbe solo la forza di dirle :" Oh, Doris!!! Mi sei mancata! Ti desidero tanto! "
" Anch' io, Dale!" rispose Doris continuando a baciarlo....
Quella sera Dale non tornò a casa.......